Un pullover per Sacconi
Maurizio Sacconi cerca di esercitare la pressione che gli è consentita per accelerare l’intesa sullo stabilimento torinese della Fiat. Lo ha fatto ostentando un certo ottimismo basato, come ha detto egli stesso, su una conoscenza approfondita degli orientamenti delle parti contrattuali. Ha sottolineato l’interesse reale di tutti per l’effettuazione degli investimenti previsti dal progetto di Fabbrica Italia.
22 AGO 20

Seppure in modo assolutamente condizionale, questa frase del ministro sembrerebbe mettere Sacconi tra coloro che sarebbero pronti ad addossare a Sergio Marchionne la responsabilità di un esito negativo del negoziato. Con questo, il ministro del Lavoro ha un po’ deviato dalla sua linea generale che è e resta di incoraggiamento all’accordo. Sacconi è un ministro esperto, competente e animato da una profonda sensibilità riformatrice più volte dimostrata nei fatti e negli anni. Sicuramente è tra coloro che comprendono bene come lo strappo di Marchionne rappresenti una scossa salutare per un sistema che sembra preferire l’immobilismo, pur di non affrontare i nodi complessi legati all’innovazione e all’internazionalizzazione.
E di certo ha compreso che l’accordo su Mirafiori rappresenterebbe lo spartiacque tra una fase in cui la risposta alla crisi è stata prevalentemente difensiva, e una nuova fase in cui l’accento si sposta sulle possibilità e le condizioni concrete della crescita che deve realizzarsi in un contesto di competizione internazionale e nel quadro di relazioni sindacali nuove. Il punto, dunque, non è la sincerità delle “buone intenzioni” di Marchionne, né l’evocazione scaramantica delle Cassandre. Sacconi fa bene a mantenere un ruolo di “terzietà”. Ma in questo momento dovrebbe sostenere, anziché deprezzarle con manovre verbose e politiciste, le ragioni del profondo riformismo insito nella sfida posta da Marchionne. E oltreché facilitare un accordo natalizio, dovrebbe incalzare i sindacati affinché colgano le potenzialità virtuose di una rivoluzione che può ribaltare le antiche relazioni industriali italiane.